NON MUOIO MEANCHE SE MI AMMAZZANO. L'AVVENTURA UMANA DI GUARESCHI



MOSTRA A VILLA BASLINI - MERATE DAL 25 APRILE AL 3 MAGGIO 2009

“Non muoio neanche se mi ammazzano” L’avventura umana di Guareschi

Dopo il grande successo riscosso gli anni scorsi con l’allestimento di alcune mostre, l’associazione “Costruiamo il Futuro” ha deciso di proseguire nel suo percorso di sensibilizzazione culturale, portando a Merate l’esposizione dedicata a Giovannino Guareschi. Questa mostra è stata realizzata in occasione della manifestazione “Meeting per l’Amicizia fra i popoli” ed è stata presentata lo scorso agosto a Rimini.
La richiesta di replicare l’esperienza degli anni passati arriva direttamente dai numerosi cittadini che, entusiasti, parteciparono alle visite guidate dei pannelli fotografici che narravano la vicenda dei ragazzi de “La Rosa Bianca”, l’anno successivo l’opera dei Benedettini e nella primavera di quest’anno “Il Paradiso di Dante”.

Il doppio anniversario di Guareschi, della nascita e della morte, che avvenne a Cervia nel luglio del 1968, può e deve essere l’occasione per riscoprire Guareschi, e con lui il suo mondo letterario, un universo capace di mostrare agli uomini quanto siano belli e quanto grande sia il loro destino: basta solo che abbiano l’umiltà di aprire la loro anima al soffio eterno del Creatore. La mostra vuole guidare alla scoperta di questo scrittore, attraverso la sua vita e la sua opera, dalla quale traspare una religiosità profonda, che affonda le radici nella tragica esperienza della Seconda Guerra Mondiale, dall’internamento in un lager nazista cui fu sottoposto insieme a tutti quegli ufficiali italiani che, come lui, avevano rifiutato di servire la Repubblica Sociale di Mussolini.

                                               

SCHEDA TECNICA DELLA MOSTRA

Cento anni fa, nella Bassa Parmense, il I maggio del 1908, nasceva Giovannino Guareschi, l’inventore del Mondo Piccolo di don Camillo e Peppone.
Con una periodicità pressoché stagionale, le televisioni pubbliche e private ripropongono da anni i film del ciclo di Don Camillo, liberamente (forse anche troppo) ispirati ai racconti di Giovannino Guareschi. Il favore presso il pubblico, o -se si preferisce- l'audience, è sempre di grado elevato, e ciò ha consentito da una parte il perpetuarsi della popolarità delle "maschere" di Don Camillo e Peppone a più generazioni, ma non sempre ha reso pienamente merito al loro creatore, autore italiano tra i più letti e conosciuti anche fuori dal nostro Paese. Guareschi è certamente un grande scrittore, e nonostante la peculiarità all'ambientazione delle sue storie, ricche degli umori e dei sapori della sua terra, è scrittore di respiro europeo, apprezzato e compreso come pochissimi altri nostri autori. C'è un ulteriore Guareschi, infine, da riscoprire: è lo scrittore che -forse più di ogni altro- ha rivolto la propria attenzione alla famiglia, tanto che si può parlare di Giovannino sia come di uno scrittore per la famiglia, ma anche di scrittore della famiglia: in tutta la sua opera c'è grande attenzione, rispetto, amore, per il rapporto tra genitori e figli, tra uomo e donna innamorati, persino tra nonni e nipoti. La casa, la terra, l'amore per la propria storia, il ricordo dei propri morti e la speranza per i propri figli sono la spina dorsale di una civiltà che Guareschi amava, cui apparteneva, che ci ha descritto con realismo e con tenerezza, e che suscita nei lettori il desiderio di preservarne il senso.



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